Sono un associato ANAIP da quando ho iniziato la professione. Far parte di un'associazione è ormai un fattore imprescindibile per chi voglia amministrare un condominio in modo professionale.
"Per amministrare immobili in condominio, secondo il presidente dell'associazione De Pasquale, non bastano più improvvisazione, buona volontà, avere una partita IVA, avere una targa fuori dallo studio o avere una polizza di assicurazione, ma sono richieste preparazione approfondita, autentica capacità di gestione, comportamento manageriale, deontologia severa e moralità ineccepibile".
Ho scelto di associarmi all'ANAIP non solo per i serivzi offerti quali formazione professionale, consulenze legale ecc., ma soprattutto per la comune visione della figura dell'amministratore e per gli obiettivi che l'ente si prefigge per superare lo stereotipo dell`amministratore di condominio, spesso chiamato "capo condomino", affinché venga riconosciuta alla professione la funzione e qualifica manageriale che merita.
Anche se al di fuori di contesto aziendale, l'amministratore di condominio è a tutti gli effetti un "manager". Gestisce infatti fornitori e denaro per raggiungere gli "obiettivi" di un condominio, ossia garantire l'erogazione dei servizi e la pacifica convivenza tra i condomini.
La gestione della cassa, soprattutto nei casi di lavori di ristrutturazione, attribuisce una responsabilità che altri professionisti, come commercialisti, avvocati e consulenti del lavoro, non hanno e pertanto l'amministratore deve essere una persona onesta, responsabile e quindi di fiducia.
Affidare l'incarico a un amministratore incapace o peggio ancora imbroglione, porta i condomini a dover sostenere ulteriori spese nel futuro, o per sanzioni amministrative che tanto prima o poi arrivano, o per dover ripagare i fornitori in quanto non pagati dall'amministratore.